Moira, di Giuseppe Bagnato, è simultaneamente un viaggio nella nostra coscienza e nei posti più incantevoli della Calabria. Partendo assieme a Ciccio alla ricerca dell’incantevole ragazza dai capelli rossi, ci si ritrova dentro un itinerario tra metafore e simboli che, con linguaggio semplice e immediato, ci mette di fronte ai pensieri e alle emozioni più nascoste del nostro essere, e all’interno di una passeggiata tra le bellezze paesaggistiche di Varapodio, Tropea, lo Zomaro e dei posti più belli e incantati custoditi nella nostra terra. Tante sono le sorprese, le peripezie e i misteri che il giovane Ciccio dovrà affrontare, tanti sono i nodi che dovrà sciogliere per comprendere il segreto della propria vita.
Nel fare esperienza di quest’affascinante avventura, sperimenteremo, anche, un diverso lato di noi, quello nel quale la follia non è che un modo altro per indicare una ragione altra.
“Ho sognato di esistere e nell’esistere ho pensato di me.
Ho recitato la mia parte scritta non da me.
Ho lottato e attraversato la via buia dell’ambiguità,
mentre scienziati e studiosi affermavano un viaggio senza ritorno.
E allora, seduta sull’ultimo ramo dell’albero della vita,
mi chiedo se appartengo a questo mondo
o se è l’ultima scena che il sogno mi sta regalando...”.