Nella poesia di Auro Stuparich (alias
Massimo Morganti Capirossi) sicuramente vi si ritrova
Nella poesia di Auro Stuparich (alias Massimo Morganti Capirossi) sicuramente
vi si ritrova inconfondibile la
“mano” di chi sa combinare e piegare
il linguaggio a quelle levate emotive
che si appellano alla parola per vedere
la luce, creando momenti intensamente
lirici nei passaggi da un verso all’altro,
da una metafora all’altra. Cambi di
prospettiva, scenari e situazioni, si avvicendano
come acqua in piena. Spesso
si potrebbe avere l’impressione - specie
nei componimenti più estesi – che si è
al cospetto di un notevole scrittore di
prose poetiche, finemente calligrafiche,
poiché la materia poetica sembra essere
così pressante, fluviale, da mostrare
sintomaticamente quasi un bisogno
viscerale di “testo”, di parole che non
possono fermarsi. E forse la caratteristica
principale della scrittura di Auro è
proprio questa: un irrefrenabile impulso
a non lasciare nulla di taciuto, nulla
di non detto, niente che possa essere lasciato
indietro. Tuttavia, il magma lessicale
che investe il lettore, non impedisce
mai la percezione di una vibratilità lirica
– e perciò emozionale – che costituisce
il substrato psichico fondante di
tutta la sua scrittura. (...)