Nel proemio “Solo due parole", l'Autore sottolinea l’incapacità di dare una “risposta definitiva"
Nel proemio “Solo due parole” (le due parole del titolo, Spiritualità e materia) Gianfranco Scali, sottolinea giustamente l’incapacità di dare una “risposta definitiva” al problema del loro rapporto o del loro accostamento, cioè la difficoltà di dare una risposta conclusiva alla problematica domanda sullo spirito, o anima che sia, in rapporto alla materia; e quindi dice di volersi limitare a cogliere ed esporre in queste poesie solo una “temporanea espressione dell’universale esistere”, utile o valida comunque a un progetto di vita.