Il lieve respiro poetico,allieta il dolore dei ricordi e delle apparizioni fatali che li nutre,
Il lieve respiro poetico, che sostiene magistralmente questi versi di Cristiana Vettori, e ne alleggerisce il fondo tragico e quasi ne allieta il dolore dei ricordi e delle apparizioni fatali che li nutre, è legato a un compimento ancora più profondo, anche se strettamente collegato all’ambito familiare e parentale, del soggetto protagonista. Sembra che la realtà quotidiana della visione domestica (quei suoi “mattini”, negli incipit, costellati di gridi di uccelli, l’aprirsi del giorno e della vita alle voci o ai profumi o alle acque, o invece quell’ “ora che incalza” verso la notte e il suo buio e le grida paurose) sfugga alla figuratività e si disponga fuori del tempo - un tempo che è passato, ed è quindi un nulla - in una direzione quasi pittorica che potremmo definire, in senso artistico, “astratta”; e così acquisti l’aspetto stilistico di un mondo diverso e irreale, l’aspetto ingenuo delle linee infantili e fiabesche (le nipotine!), o mitiche addirittura (la dea Era!), verso la dimensione dell’astrattezza visionaria propria dell’arte....