(...) è un libro personalissimo e mi sono commossa, immergendomi in questi suoi componimenti poetici, che dal 1996 al 2011 ripercorrono la sua vita, i giorni trascorsi di un personaggio anomalo e inquieto, eppure splendidamente mite, giovane e vecchio nel
(...) è un libro personalissimo e mi sono commossa, immergendomi in questi suoi componimenti poetici, che dal 1996 al 2011 ripercorrono la sua vita, i giorni trascorsi di un personaggio anomalo e inquieto, eppure splendidamente mite, giovane e vecchio nello stesso tempo. Appassionato e disertore di se stesso, incorruttibile oracolo e amico immorale, poeta di ossimori e paradossi in perfetta comunione con essi. La poesia qui assurge a preghiera laica, ponte invisibile verso l’infinito mistero che è in noi. (...)
Donatella Righi
(...) L’opera viene a collocarsi, a mio avviso, nel più autorevole clima dell’odierno panorama della poesia italiana, e il fatto che questo codice poetico sia messo a servizio della contingenza autobiografica determina l’immediata cognizione di un’autobiografia che non vuole raccontare eventi, ma sostanza nucleale di eventi, per cui l’esperienza privata viene subito a trasformarsi, senza filtri (salvo, è ovvio, quello sapientemente lessicale, non di una lingua, bensì di un linguaggio), nell’esperienza collettiva. (...) Testi non si racconta mai direttamente: filtra l’evento (affabulandone l’irriducibile febbre) con la consapevolezza dei suoi delta cognitivi spinti alla perfetta simbiosi tra emozione e intelletto.
Rodolfo Tommasi