È una dimensione sospesa tra l’ipotesi virtuale di un mondo interiore che si manifesta e si esprime e gli esiti comportamentali di un mondo iperrealista, proiettato d’impeto nell’agone di una vita fatalmente colma di vuoti, quella che accende e articola l
È una dimensione sospesa tra l’ipotesi virtuale di un mondo interiore che si manifesta e si esprime e gli esiti comportamentali di un mondo iperrealista, proiettato d’impeto nell’agone di una vita fatalmente colma di vuoti, quella che accende e articola la scrittura di Gianfranco Scali. Attento, acuto osservatore del vero, delle mutazioni sociali, del rodimento esistenziale, delle cadute in ambito etico, Scali delinea personaggi e situazioni in cui senza fatica si possono ravvisare le coordinate per un’inquietudine leggibile persino in senso storico; l’autore non inventa: valuta, analizza ed elabora, coglie l’incrinatura nell’uomo contemporaneo e ne rivela tutta la semplice e insieme complessa fragilità, estrae dal contesto massivo il singolo dramma e ne fa denuncia e simbolo, muovendosi ora in scansione elegiaca, ora in termini di accorata ribellione.(..)