Caro nipotino,
questo libro lo scrivo per te che mi chiedi sempre, prima di addormentarti, le storie vecchie, quelle di una volta ed, in particolare, quelle della tua pro... prozia Gemma che, dopo la sua lunga vita, ci ha lasciato un anno fa.
Tu l’hai conosciuta, ma forse da grande non potrai ricordarla, perché eri ancora piccolo quando lei se n’è andata, ormai troppo carica di anni e malanni. Ma anche lei, come te, è stata bambina e ne ha combinate di cotte e di crude, poi è diventata grande e ci ha lasciato tante storie di lei e della vita di allora che, credimi, era tanto diversa da quella di oggi.
A me il compito di raccontarti quelle storie passate, di farti capire quanto il mondo è cambiato, ed anche quello, ben più difficile, di lasciarti i ricordi della tua famiglia passata, dei tuoi avi, insomma.
Sì, perché la famiglia è come un grande albero pieno di rami, quelli in basso grandi e legnosi, quelli in alto verdi e flessibili. Quando vieni da noi, guarda il grande cedro del nostro giardino e capirai. I rami più nuovi siete tu e tuo fratello, quelli più grandi i tuoi genitori ed i tuoi nonni, ma troverai anche i segni dei rami che non ci sono più... ecco quelli erano i tuoi avi. Spero però anche di farti divertire e di strapparti matte risate, proprio come facevo io da bambina, quando seduta in braccio al mio nonno vicino al camino, ascoltavo le sue di storie.