Una storia di disperazione e di speranza, scritta per aiutare
altri bambini
“Sto bene quaggiù: ci sono i miei genitori, c’è mia sorella,
ci sono i miei nonni e i miei cugini, ci sono i miei amici, ci
sono l’asilo e le maestre, ci sono i medici e gli infermieri
che mi stanno allenando per farmi vincere tutte le partite,
fino allo scontro finale, contro di te, mostro, che utilizzi gli
occhi per schizzare inchiostro velenoso”. Sono le parole
che Armido Malvolti, il narratore della storia fa dire al protagonista, il piccolo
Christian. E il mostro dagli occhi d’inchiostro si chiama
leucemia: il bambino accetta la sfida e lotta con determinazione
e con una insospettabile energia e voglia di vivere.
Una storia di disperazione e di speranza, scritta per aiutare
altri bambini e altri genitori che si trovino ad affrontare
la medesima sfida. Una storia nella quale parlano in prima
persona, senza mai cadere nel patetico, i personaggi del
dramma: lo stesso Christian, la sorellina Giorgia, la madre,
il padre, i nonni, i medici, gli infermieri, la psicologa. Una
storia vera che sa dare spazio non solo ai sentimenti e alle
emozioni, ma anche a informazioni scientifiche sulla malattia
e sulle più moderne terapie per curarla.
Una storia che, mettendo in scena la lotta tra un nuovo piccolo
Davide e un feroce Golia, ripropone i toni del mito e
dell’epos.
Articolo di Varese News