Carlo Lapucci ha insegnato a Firenze e si è dedicato alla poesia e alla narrativa, nelle quali forse consiste la parte rilevante della sua opera. Ha svolto studi in campi linguistici e antropologici: Dizionario dei modi di dire della lingua italiana (1993); Dizionario dei proverbi italiani (2007), che raccoglie e commenta 26.000 proverbi; Fiabe toscane (1984). Altri studi riguardano aspetti linguistico/etnologici: La Bibbia dei poveri (1985); Indovinelli italiani, (1977); I proverbi dei mesi (1972); Uniamoci amiamoci (2024), e altro. La rivista Giornale di Bordo ha dedicato alla sua opera il numero di marzo 2003. Ha ricevuto il Premio Giusti per la satira 2002; la Stella dell’arte, San Miniato, 2014; il Fiorino d’Oro alla carriera, Firenze 2018; il Premio Casentino per la letteratura, Poppi 2020.
Nel campo letterario ha esordito nel 1960 con poesie su L’Approdo letterario, dove poi Mario Luzi presentò il racconto Il tonfano. Seguirono i romanzi Itinerario a Vega, (Cappelli 1972); L’uomo di vetro, (1992) e La pianura e altri racconti (1974, Premio il Ceppo nuovo autore). Di particolare rilevanza sono i racconti, tutti raccolti nelle Edizioni Helicon: La Biblioteca di Tarmakòden - 24 racconti, 2019. I sentieri del vento - 24 racconti, 2024.
Le prime raccolte di versi si trovano riunite in: Come la spiga accanto alla spiga, - La Trilogia cinese.